Ratto delle Sabine

Giambologna

Jean de Boulogne detto il Giambologna

Scheda tecnica

  • Autore: Giambologna
  • Data: 1582
  • Collezione: SCULTURA
  • Tecnica: Terracruda modellata
  • Dimensioni: h. 410 cm.
  • Inventario: Inv. Scult. N. 1071

L'opera

Al centro della Sala del Colosso si erge il grande modello per il celebre gruppo marmoreo del fiammingo Jean de Boulogne, realizzato tra il 1579 e il 1580 senza alcuna commissione né specifica iconografia. Lo scultore, desideroso di affermarsi sulla scena artistica fiorentina, intendeva dar prova della sua abilità tecnica nel disporre tre figure in azione in un equilibrio tutto giocato sul movimento serpentinato e lo concepì per una visione da molteplici punti di vista. L’opera, una volta tradotta in marmo, riscosse l’apprezzamento del granduca Francesco I, il quale lo destinò ad un luogo eminente come la Loggia dei Lanzi, spostando la Giuditta di Donatello e collocandolo a pendant del Perseo di Benvenuto Cellini. Fu l’erudito Vincenzo Borghini a proporre il nome di Ratto delle Sabine, ispirato al celebre soggetto di storia romana.

La versione preparatoria dell’Accademia costituisce una vera e propria rarità, dal momento che sono pochissimi al mondo i modelli cinquecenteschi a grandezza naturale arrivati integri fino ai giorni nostri, anche per l’estrema fragilità del materiale con cui erano fatti, ovvero una terra non cotta in fornace, ma lasciata essiccare lentamente spesso mescolandovi della paglia e farina cotta, come suggerito dal Vasari.

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